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ACQUISTARE con il Rent to Buy per pagare meno interessi alla banca.

Contrariamente a quanto sembrerebbe da una analisi superficiale, il Rent to Buy comporta sempre
un grande risparmio rispetto all'acquisto tradizionale, anche per chi potrebbe ottenere subito il finanziamento:
ciò in quanto il costo dell'affitto è decisamente irrisorio rispetto all'enorme risparmio sugli interessi del mutuo.

Capitalizzando durante la fase preparatoria, si richiede poi un mutuo di importo inferiore che consentirà,
mantenendo invariato l'importo della rata, di ridurre la durata del mutuo stesso,
con un enorme risparmio di interessi.

Non è un'opinione, è la matematica. Guarda il confronto riportato nella seguente tabella.



Ecco perché il Rent to Buy è una formula molto interessante anche per gli gli investitori, i quali utilizzano
il Rent to Buy per ottenere grandi guadagni da piccoli investimenti.

Richiedi gratuitamente il simulatore del programma Rent to Buy che calcola automaticamente
gli interessi risparmiati rinviando l'accenzione del mutuo.


NON FARTI TRARRE IN INGANNO DALLE INFORMAZIONI SBAGLIATE CHE CIRCOLANO SU INTERNET...

Potresti incontrare, anche su siti o blog qualificati, delle informazioni errate o distorte sul Rent to Buy.

Una tra le più frequenti è l'affermazione che nel Rent to Buy vi sia una doppia tassazione.
Questo è assolutamente falso e nasce dalla distorsione del fatto che nel Rent to Buy vi è invece
una tassazione separata.

Nel Rent to Buy Originale, essendovi due contratti collegati, gli stessi vengono ovviamente tassati
separatamente, ognuno in base agli importi dei versamenti previsti all'interno dei contratti.

Nel Rent to Buy con riscatto invece, essendovi un contratto unitario che avrebbe potenzialmente creato
una doppia tassazione per il venditore, l'Agenzia delle Entrate è intervenuta, con la Circolare 4/E
del 19/02/2015, stabilendo che le somme versate, anche se riferite ad un unico contratto, vengano
comunque tassate come se fossimo in presenza di due contratti distinti.

Pertanto, quanto versato a titolo di corrispettivo per il godimento viene tassato come se fosse un canone
di affitto
all'interno di un contratto di locazione, mentre quanto versato a titolo di componente da imputare
a prezzo
viene tassato come se fosse un acconto prezzo all'interno di un preliminare di compravendita.

La doppia tassazione quindi non c'è ed è stata proprio l'Agenzia delle Entrate, con la Circolare 4/E,
ad evitarla, rimediando così ai problemi causati dal voler realizzare con un unico contratto unitario
ciò che risulta invece più lineare costruire con due contratti distinti.